Truffe e appalti supportati dagli spicci metodi di mafia. In Toscana come in Sicilia. E’ quanto emerge dall’inchiesta dei carabinieri del Ros che hanno rintracciato in Toscana uomini d’onore di pericolosa levatura, fra cui il nipote di don Tano Badalamenti, Gaspare Ofria, imprenditore residente da 30 anni in Versilia, Antonino Vaccaro, trapiantato a Prato e indicato come l’uomo di Riina in Toscana, e Gandolfo Zafarana di Polizzi Generosa (Palermo), imprenditore emigrato a Sinalunga (Siena). Avviate a Firenze, le indagini, che coinvolgono altri otto italiani oltre a alcuni faccendieri e trafficanti stranieri, sono state poi trasmesse per competenza alla procura di Palermo, che ora le ha chiuse contestando a Ofria, Zafarana e Vaccaro l’accusa di associazione mafiosa. Gaspare Ofria, titolare dell’impresa edile Edilnaf, costituita a San Giuliano Terme e poi trasferita a Firenze, è accusato anche di aver falsificato il bilancio della ditta per far figurare un attivo di 200 mila euro e poter così ottenere una polizza fidejussoria necessaria per riscuotere la prima parte di un finanziamento di 156 mila euro dal ministero delle attività produttive. Ofria deve rispondere anche di una colossale tentata truffa con il cugino Leonardo Badalamenti, figlio di Tano, residente in Brasile con la nuova identità di Carlos Massetti. La stangata consisteva nella predisposizione di false garanzie bancarie, costituite dal possesso di falsi titoli di Stato venezuelani per l’importo nominale di 500 milioni di dollari nonché di falsi documenti bancari informatici, che dovevano servire ad aprire una linea di credito da utilizzare per operazioni “ad alto rendimento”.
ECCO la mafia in Toscana: segnali inquietanti
6 06 2011Commenti : Lascia un commento »
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Campi Antimafia 2011: ecco le date
20 03 2011Anche per quest’anno sono previsti i campi di antimafia sociale e i laboratori di formazione per la legalità democratica organizzati da Arci, nella convinzione che la promozione di cultura e diritti sia strumento essenziale nella contrapposizione ai fenomeni mafiosi, i quali si alimentano delle pratiche del privilegio e del ricatto.
I campi e i laboratori sono l’esempio che, anche in quei luoghi dove la mafia ha spadroneggiato, è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità e sul rispetto della persona.
Già l’anno scorso giovani provenienti da tutta Italia hanno preso parte ai progetti “Liberarci dalle Spine” in Sicilia e in Toscana (con i laboratori della “Vitamina L”) e “Campi del Sole” in Calabria, occasione straordinaria di diffusione di cultura della legalità e del senso civico. Il protagonismo dei volontari e delle volontarie ha contribuito al quotidiano impegno dei soci della cooperativa sociale “Lavoro e non solo” e del consorzio “Terre del Sole”, non soltanto nell’attività lavorativa, ma soprattutto nella loro attività di animazione territoriale, fondamentale per il potenziamento delle relazioni e della rete sul territorio.
I campi di antimafia sociale rappresentano un percorso educativo completo e complesso: le diverse attività che vengono proposte, dal lavoro agricolo a fianco dei soci sui terreni confiscati, agli incontri con persone e testimonianze, dalle visite a luoghi simbolo fino ad attività di incontro con i cittadini e le cittadine nonché con le Istituzioni e la società civile del territorio, sono parte integrante del percorso educativo.
Nella prossima edizione, una particolare attenzione sarà dedicata agli stili di vita e alla sostenibilità ambientale legata in particolare ai momenti di “routine” del campo stesso: i pasti assumeranno un valore culturale, grazie alla particolare cura che verrà dedicata dai cuochi dello Spi-Cgil alla scelta del menù, che privilegerà prodotti del territorio a Km 0, biologici, salutari e in molti casi semplici e saporiti, poichè provenienti dalla cultura culinaria “povera” del nostro paese.
La scelta dell’Arci è inoltre quella di utilizzare piatti in ceramica e bicchieri in vetro, eliminando l’uso della plastica, che causa un forte impatto ambientale negativo in territori dove, tra l’altro, non è sempre presente la raccolta differenziata dei rifiuti.
Il lavaggio delle stoviglie da parte dei volontari, farà quindi anch’esso parte integrante delle attività del campo di antimafia sociale come del resto sempre lo sono state le attività di aiuto in cucina e di ordine e pulizia degli spazi comuni.
Nell’anno 2011 verranno realizzati:
19 campi di antimafia sociale e formazione in:
- Sicilia (Corleone e Canicattì), nei terreni confiscati alla mafia (L. 109/96) e affidati dal Consorzio Sviluppo e Legalità e dal Comune di Canicattì alla Cooperativa Sociale “Lavoro e non solo”, impresa sociale del sistema Arci;
- Calabria (Melito Porto Salvo), nei terreni confiscati alla ’ndrangheta e assegnati al Consorzio “Terre del Sole”;
- Puglia (Mesagne), nei terreni confiscati alla Sacra Corona Unita e assegnati alla cooperativa “Terre di Puglia – Libera Terra”,
- Campania è in fase di elaborazione 1 campo di antimafia sociale gestito dalla Cgil econ la nostra collaborazione;
9 laboratori di formazione sul tema dell’antimafia sociale in:
Sicilia (Catania); Calabria (Riace); Puglia (Bari, presso i due beni confiscati assegnati ad Arci Bari); Umbria (Terni); Toscana (Serravalle Pistoiese, all’interno della Festa della CGIL; Cecina, all’interno del Meeting Antirazzista organizzato da Arci; Mulazzo, all’interno del Festival MamaAfrica); Lombardia (Paderno).
Per informazioni scrivi a campidellalegalita@arci.it
PERIODI DI PARTENZA:
1) Corleone 30 aprile – 7 maggio Campo Antimafie 20 posti €200
2) Corleone 3-12 giugno Campo Antimafie 30 posti €200
3) Corleone 15-29 giugno Campo Antimafie 30 posti €200
4) Cecina 29 giugno- 3 luglio Seminario 30 posti €80
5) Corleone 1 – 15 luglio Campo Antimafie 30 posti €200
6) Mesagne 1-10 luglio Campo Antimafie 18 posti€200
7) Serravalle PT 3-7 luglio Seminario 20 posti € 30
8 ) Narni 7-10 Luglio Seminario 30 posti € 30
9) Mesagne 11- 21 luglio Campo Antimafie 18 posti €200
10) Corleone 18 luglio – 1 Agosto Campo Antimafie 30 posti €200
11) Melito-Riace 21 – 30 Luglio Campo Antimafie 22 posti €85*
12) Mesagne 22 – 31 luglio Campo Antimafie 18 posti €200
13) Melito-Riace 28 luglio – 6 Agosto Campo Antimafie 22 posti €85*
14) Mulazzo 28 – 31 luglio Seminario 30 posti €80
15) Corleone 3 – 12 Agosto Campo Antimafie 30 posti €200
16) Corleone17 – 31 agosto Campo Antimafie 30 posti €200
17) Mesagne26 agosto 4 settembre Campo Antimafie 18 posti €200
18) Corleone 2 – 16 settembre Campo Antimafie 30 posti€200
19) Mesagne 5- 14 settembre Campo Antimafie 18 posti €200
20) Canicattì 8 – 22 settembre Campo Antimafie 30 posti €200
21) Corleone 19 settembre- 3 ottobre Campo Antimafie 30 posti€200
22) Corleone 5 – 19 ottobre Campo Antimafie 30 posti €200
23) Corleone 21 – 31 ottobre Campo Antimafie 30 posti €200
24) Catania date da definire Laboratorio 20 posti €200
25) Bari date da definire Laboratorio 20 posti €200
26) Adelfia date da definire Laboratorio 20 posti €200
27) Minervino date da definire Laboratorio 20posti €200
28) Paderno Date da definire Laboratorio 20 posti €200
*(50euro per Pentedattilo con contributo di Fondazione Sud e 35 per Riace )
da inviare via mail a campidellalegalita@arci.it
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Carovana Antimafie Internazionale (1 marzo – 4 giugno 2011) : Riparte!
28 02 2011
E’ stata inaugurata a Roma, presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), la Carovana Internazionale Antimafie promossa da Arci, Libera, Avviso Pubblico in collaborazione con CGIL, CISL, UIL, Banca Etica e Arci Ragazzi.
Quest’anno la Carovana porterà un messaggio e una pratica di solidarietà e di lotta alle mafie in tutta Italia e anche all’estero, passando dalla Francia fino ad arrivare nei Balcani.
La Carovana Antimafia nata nel 1994 da un’idea di Arci Sicilia è oggi un’esperienza che si è aperta a molte altre associazioni e che vede l’importante presenza di Libera e Avviso Pubblico tra i membri organizzatori.
Alla conferenza stampa erano presenti Paolo Beni, Presidente Arci, Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera, Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia, Gabriele Santoni, referente di Avviso Pubblico, Alessandro Cobianchi, coordinatore della Carovana Antimafia – Arci, Cesko del gruppo musical Apres la classe.
Oltre alla presenza dei referenti delle associazioni promotrici di particolare rilievo è stata la partecipazione di Pietro Grasso che, con un messaggio importante, ha rilanciato il ruolo della carovana: un viaggio e una pratica dove condividere la cultura democratica e la giustizia sociale come strumenti necessari per contrastare le mafie.
All’azione del governo, continua Grasso, devono essere affiancati strumenti e metodi della società civile e dell’associazionismo, un deterrente sociale alla cultura mafiosa.
Da domani inizierà il viaggio della carovana da Roma per raggiungere già nel mese di marzo, la Toscana, l’Umbria, le Marche, la Campania, la Basilicata, il Piemonte, la Liguria con un calendario di iniziative, incontri ed eventi molto ampio.
Il viaggio si concluderà il 4 giugno a Corleone, una conclusione simbolica ma anche fattiva, nella città di Riina e Provenzano, ma anche nella città che ha fatto dell’antimafia un laboratorio di sperimentazione e un metodo di lavoro quotidiano.
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I Giovani Democratici Toscana tra i primi a donare nella nuova raccolta fondi “Io amo la vitamina L”
22 02 2011I Giovani Democratici de
lla Toscana, con la loro campagna antimafia “Costruiamo Casa Nostra“, continuano da alcuni anni a diffondere i valori dell’antimafia sociale sui propri territori ed a sostenere concretamente la cooperativa sociale “Lavoro e Non Solo” di Corleone che opera offrendo un esempio di riscatto a tutti i giovani che in quei territori, ogni giorno, sono esposti a minacce e violenze, prima di tutte quella di uno Stato assente e indifferente che spesso offre poche alternative.
Nel corso degli anni, grazie all’aiuto di tante volontarie e volontari, si è resa possibile la raccolta fondi “Costruiamo Casa Nostra” per donare alla cooperativa il trattore intitolato a “Pio La Torre” nel 2008, l’inaugurazione e la ristrutturazione dell’ingresso della “Casa Caponnetto” a Corleone nel 2009.
Nel 2010, la campagna “Costruiamo Casa Nostra”, ha proseguito il suo percorso di sensibilizzazione in Toscana ed ha reso possibile la donazione fatta a favore della nuova campagna di raccolta fondi che la cooperativa, assieme all’Arci, ha lanciato “Io amo la vitamina L”, finalizzata all’acquisto di attrezzatura agricola e alla messa in opera di interventi di miglioramento tecnico e di arredamento dell’edificio confiscato nel centro storico di Corleone e intitolato al Giudice Antonino Caponnetto.
I Giovani Democratici Toscana, con questo, vogliono continuare a ribadire che un futuro è assicurato solo e soltanto se la Legalità diventa davvero uno stile di vita, per tutti noi, ma la battaglia per la legalità deve passare anche da uno Stato che cominci a porsi il problema di quale alternativa offre alle nuove generazioni, specie al Sud, e da istituzioni che riprendano l’etica come elemento primario di un’attività spesso poco trsparente come ci insegnano le vicende di Cosentino e dell’Utri”.
Ribadiamo il nostro sostegno alla Cooperativa “Lavoro e Non Solo”, per la perseveranza con cui i soci della stessa hanno combattuto contro gli ostacoli fin qui trovati.
Così come auspichiamo un sempre più maggior coinvolgimento delle nuove generazioni, perché si possa creare una diversa cultura che sensibilizzi al rispetto degli altri e dei beni comuni.
Grazie all’esperienza dei campi lavoro sui territori confiscati alla mafia, la strada fin qui percorsa è tanta, ed il lavoro che ci aspetta, pur notevole per impegno, deve continuare a portare quella voglia di combattere verso quel male umano chiamato mafia.
Segretario Giovani Democratici Toscana
Andrea Giorgio
Delegato Legalità e Antimafie Giovani Democratici Toscana
Jonni Guarguaglini
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Mafia, Provenzano sta male e vuole uscire dal carcere
3 02 2011
Bernardo Provenzano, mafioso
Bernardo Provenzano vuole uscire di prigione. Il capo di Cosa nostra, arrestato nell’aprile del 2006 dopo 43 anni di latitanza, ha chiesto e ottenuto l’esecuzione di una perizia medica per accertare la compatibilità delle sue condizioni di salute con la permanenza in carcere. Il boss, che ha già compiuto 78 anni, è risultato affetto da “sindrome parkinsoniana” e nelle scorse settimane è stato colpito anche da un’ischemia.
I tre medici che lo hanno già visitato, cioè i dirigenti della Medicina legale dell’università di Ferrara, Francesco Avato, della Neurologia dell’Università di Pavia, Giuseppe Micieli, e dell’Urologia del San Raffaele di Milano, Francesco Montorsi, hanno sostenuto che è necessario un ulteriore approfondimento, affidato ieri dalla Corte d’appello di Palermo a Oscar Alabiso, primario di Oncologia dell’azienda ospedaliera Maggiore della Carità di Novara, dove ha sede il supercarcere nel quale è rinchiuso Provenzano.
Il medico avrà un mese di tempo per valutare la recidiva del tumore alla prostata, operata nel 2003 a Marsiglia, quando Provenzano era latitante e riuscì a farsi beffe dei suoi cacciatori, andando due volte in Francia, sotto falso nome, e facendosi pure pagare l’intervento dalla Regione siciliana.
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A fare paura ora sono le mafie cinesi e russe
29 01 201129 gennaio 2011
FIRENZE. «Crea da tempo notevole allarme l’ingresso massiccio di gruppi albanesi e rumeni nello spaccio della droga, nell’immigrazione clandestina, nonchè nel mercato della prostituzione. Inoltre persistono segnalazioni, e segnatamente in Versilia, di cospicui investimenti immobiliari da parte di soggetti di nazionalità russa, operazioni economiche che potrebbero rifarsi a riciclaggio o reimpiego di somme di provenienza illecita: da qui l’ipotesi investigativa di una proiezione in Italia della cosiddetta ‘mafia russa’».
Lo ha scritto il procuratore di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, nella relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario al momento di illustrare l’attività della Direzione distrettuale antimafia (Dda) della Toscana.
«Ulteriore ed allarmante considerazione è l’associarsi di cittadini cinesi – ha ancora evidenziato il procuratore Quattrocchi – La comunità cinese occupa una posizione di rilievo per le elevate capacità di inserimento nel contesto economico ed imprenditoriale, che arieggiano strutture aventi tutte le caratteristiche dell’associazione di tipo mafioso».
Alla Dda risulta anche «un vero e proprio racket per la protezione di esercizi economici impiantati da cinesi come ristoranti e locali notturni», oltre «allo sfruttamento lavorativo di connazionali clandestini» e allo «sfruttamento della prostituzione di donne cinesi con clientela anche al di fuori della comunità». Tra le altre comunità straniere, il procuratore ha indicato «l’attività massiccia degli albanesi nello spaccio di droga con l’effetto di assorbire e soppiantare le precedenti aggregazioni di spacciatori magrebini, pur operanti in modo consistente».
Invece, secondo Quattrocchi «le cosiddette mafie ‘storiche’ o ‘tradizionali’ stentano a inserirsi nel territorio ma approcciano il contesto socio-economico e tendono a strumentalizzarne le capacità a mirati fini di reimpiego dei capitali».
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27 gennaio 2011..per non dimenticare!
27 01 2011
Il 27 gennaio del 1945 furono aperti i cancelli di Auschwitz, il campo di concentramento e di sterminio costruito dai nazisti nella Polonia occupata, dove persero la vita oltre un milione di ebrei, tra cui molte migliaia di ebrei italiani.
Il Giorno della Memoria, che il 27 gennaio del 2011 celebriamo per l’undicesima volta, è stato istituito per non dimenticare la Shoah e le altre vittime dei crimini nazisti, monito affinchè quanto avvenuto non si ripeta mai più, per nessun popolo, in nessun tempo e in nessun luogo.
In Italia, la tragedia della Shoah colpì il popolo ebraico con le leggi razziali del ’38 e, successivamente, con le deportazioni, iniziate con l’occupazione nazista avvenuta dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Anche altre persone e categorie furono perseguitate dal regime, “colpevoli” di una diversità di idee, di valori, di appartenenza etnica o religiosa.
Tale volontà liberticida e antidemocratica rappresentò un vero e proprio passo indietro rispetto alle conquiste e alle idee di libertà e democrazia che nel secolo precedente erano state alla base dei moti che portarono all’Unità d’Italia, interruzione ventennale di un processo di ritrovata dignità e piena integrazione per gli ebrei italiani, il cui filo venne ripreso subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
L’Italia unita aveva significato per la minoranza ebraica l’emancipazione, la chiusura dei ghetti, l’agognata raggiunta parità con gli altri cittadini dopo secoli di emarginazione. Una libertà e una uguaglianza che appunto il fascismo negò solo pochi decenni dopo, nel 1938, con l’emanazione delle leggi razziali, funesto presagio di quanto avverrà, tragicamente, in seguito.
Il 17 marzo del 2011 ricorreranno i 150 anni dalla proclamazione dell’Unità. Una data che ci sta molto a cuore anche perché a quel processo storico gli ebrei presero parte con forza, convinzione e passione.
In oltre due millenni di presenza nella penisola gli ebrei, quando è stato loro permesso, hanno preso parte alla vita e alla storia del Paese, con un ruolo rilevante nelle sue evoluzioni politiche, sociali, culturali. Nel caso del Risorgimento, l’adesione degli ebrei italiani fu generalizzata: vi parteciparono dall’attività cospirativa mazziniana sino alla presa di Roma. Il 20 settembre 1870 fu proprio un ufficiale ebreo piemontese a dare l’ordine di aprire il fuoco. Come ha detto la storica dell’Università La Sapienza di Roma Anna Foa, nella prolusione pronunciata poche settimane fa di fronte al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del VI Congresso dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l’emancipazione degli ebrei fu “un momento qualificante della costruzione del nuovo Stato italiano, e lungi dal rappresentarne una sorta di conseguenza marginale, ne segnò profondamente il percorso, divenendone, con il connesso principio della tolleranza di tutti i culti religiosi e poi con quello dell’uguaglianza dei culti di fronte alla legge, uno dei pilastri basilari.” Esiste, continua la Foa, “un’intima assonanza culturale ed ideale fra ebrei ed Unità d’Italia.”
A centocinquant’anni di distanza, i valori sui quali si fonda il nostro Paese, positivi da un punto di vista ebraico, rimangono validi e attuali. Basi solide in grado di garantire i diritti dei singoli, specie nelle società sempre più aperte e multiculturali che si vanno formando.
Crediamo che le radici dello Stato italiano siano profonde e nobili. Non è retorico ricordarle nel Giorno della Memoria, accanto alla occasioni di celebrazione, all’omaggio ai testimoni che ancora sono con noi e al doveroso ricordo dei Giusti: perché le ideologie totalitarie che perpetrarono la Shoah e gli altri crimini contro l’umanità durante la seconda guerra mondiale erano agli antipodi delle idee di libertà degli individui e democrazia che portarono all’Italia unita.
( Renzo Gattegna, Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane )
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LE MANI DELLA CAMORRA SULLA REGIONE TOSCANA
26 01 2011Era certo e fa paura. La cammorra investe ed è presente anche sul nostro teritorio regionale. Sono segnali che non devono cadere nel vuoto, ma devono essere interpretati ed approfonditi per bruciare subito le radici del male.
Arrestato dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza il boss Sabatino Granata: le accuse sono di associazione camorristica e reimpiego di capitali di provenienza illecita.
Leggi l’articolo: Corriere Toscana 26.01.2011
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Una giornata per Paolo Borsellino – Palermo, 29 gennaio 2011
25 01 2011
La città di Palermo dedica la giornata di sabato 29 gennaio 2011 a Paolo Borsellino e agli agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Fabio Li Muli e Eddie Walter Cosina. L’Associazione Falcone e Borsellino, l’associazione l’UNI-ON Confederazione associazioni studentesche, la redazione del sito www.19luglio1992.com ed il Fatto Quotidiano presentano due iniziative per ricordare le vittime della strage di via D’Amelio (19 luglio 1992) e per approfondire la conoscenza su quanto accaduto in Italia nel bienno delle stragi 1992-93 e sulle conseguenze che tali delitti hanno avuto sul quadro politico-istituzionale al passaggio dalla ‘prima’ alla ‘seconda’ Repubblica.
La prima iniziativa avrà luogo alle ore 17.00 presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza (Via Maqueda, 172) di Palermo: l’Associazione Falcone e Borsellino e l’associazione l’UNI-ON Confederazione associazioni studentesche vi invitano alla presentazione del libro “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino” di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo. I relatori saranno Rita Borsellino, Salvatore Borsellino, Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, Umberto Lucentini, Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo. L’incontro sarà moderato da Anna Petrozzi e Lucia Castellana.
LINK:
1) Presentazione del libro ”Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino” – 29 gennaio 2011 (Antimafiaduemila)
2) L’EVENTO SU FACEBOOK Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino
La seconda iniziativa avrà luogo alle ore 20.00 presso l’ex cinema Edison in p.zza Napoleone Colajanni al quartiere Ballarò di Palermo: la redazione del sito www.19luglio1192.com ed il Fatto Quotidiano vi invitano alla presentazione del film ’19 luglio 1992: una Strage di Stato’ (regia di Marco Canestrari). Alla proiezione del film seguirà un dibattito con Salvatore Borsellino, Antonio Ingroia, Nicola Biondo e Marco Canestrari. L’incontro sarà moderato da Lidia Undiemi.
L’EVENTO SU FACEBOOK Presentazione del film “19 luglio 1992 – Una strage di Stato” – Palermo
Fonte: www.19luglio1992.com
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BORSELLINO in merito all’arresto di Cuffaro
23 01 2011CUFFARO, BORSELLINO: DA LUI CRIMINI GRAVISSIMI, MA APPREZZO DIGNITA’ DINANZI ALLA SENTENZA.
<< La giustizia ha fatto il suo corso e la sentenza di oggi pone fine a una vicenda che ha mostrato con tutta evidenza il coacervo politico, affaristico e mafioso che ha retto la Sicilia nell’ultimo decennio.
A fronte di tutto ciò e senza dimenticare i gravissimi crimini di cui si è macchiato l’ex governatore, mi preme tuttavia esprimere apprezzamento per l’atteggiamento tenuto nel corso del processo da Salvatore Cuffaro, che ha mostrato massimo rispetto tanto per l’operato dei magistrati, quanto per la sentenza dei giudici.
Un atteggiamento dignitoso che si contrappone in maniera netta a quello dei troppi uomini politici che, come il presidente del Consiglio, sono soliti rispondere alle accuse della magistratura denigrando i giudici e sottraendosi alla giustizia >>.
Lo ha detto Rita Borsellino, deputato del Parlamento europeo, in merito alla sentenza di condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione del segreto istruttorio dell’ex presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro.
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